A volte succede che, in modo assolutamente inspiegabile, una parola scateni improvvisamente un ricordo lontano e sepolto sotto strati di altri ricordi. Tutto è nato da un commento che la Schwester - sempre pronta a burlarsi di me - mi ha fatto su feisbuc. La disgraziata, al mio giubilo per un pezzo di dolce avanzato dalla cena di ieri sera coi miei cugini, ha commentato: "sei sempre pronta a farti le doggy bag dappertutto".
Ora, tralasciando il fatto che la cena fosse a casa mia, la battuta ha provocato in me un fou rire incredibile (che a sua volta ha provocato nella mia collega la definitiva certezza di dividere l'ufficio con una pazza scansafatiche). Perché in quel momento ho pensato a lui (Andrea? Luca? boh!), un bambino che incontravo sempre alle feste dei figli di Elisa, biondino, riccio, un po' grasso e antipatico. Non mi ricordo il suo nome ma mi pare di ricordare che fosse noto ai più come "il figlio di Anna la pazza", incaricato da sua madre di tornare a casa con un bel bottino di dolcetti, rustici e altre cose buone partorite dalle mani di Elisa.
Soprattutto mi è tornata in mente quella volta in cui, alla fine della festa, Elisa gli aveva preparato il paccotto e glielo stava infilando in un sacchetto di plastica, quando lui la fermo' prontamente dicendo:
"Non ce n'è bisogno, grazie, mamma mi ha già dato la busta, tieni."
(intanto io continuo a ridere, riuscendo a convincere della mia follia pure l'altro mio collega. e ho deciso che stasera telefono a mia madre e le chiedo se si ricorda del bambino della doggy bag)
E ci credo che fosse antipatico: con una madre che gli imponeva di tornare a casa col malloppo! Starà ancora in analisi, poverino O_o
RispondiEliminagià, credo anch'io! tanto più che mia madre mi ha detto che ogni tanto la signora decideva che non aveva voglia di cucinare e il menù del giorno era "biscotti"... o.O
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