Partiamo dal principio, ovvero dal tabletdimmerda. Sì, un regalo assolutamente non gradito ricevuto al mio 30esimo compleanno (quasi un anno e mezzo fa). Non gradito e per di più beffardo, visto che la Schwester era stata incaricata da una mia amica per indagare circa una mia preferenza. Amica che aveva tenuto a sottolineare l'importanza della sorpresa, come se di anni ne compissi 3 e non 30. Completamente ignara della faccenda, quando mi trovai il seguente sms: "Visto che sono un'ottima cliente, la Wind vorrebbe regalarmi una cosa a scelta fra uno smartphone, un tablet e un altro vattelappesca elettronico, cosa scelgo?" con mittente Schwester, risposi in fretta e furia (pensando a lei, che una specie di smartphone ce l'aveva già): "Non saprei, prenditi un tablet, magari."
E questo consiglio spassionato, buttato lì senza pensarci più di tanto, si è materializzato nelle mie mani la sera del mio 30esimo. Io, brava a recitare come Manuela Arcuri o come Corinna in Boris, devo aver detto: "sì, grazie, utilissimo", andando su tutte le furie l'indomani mattina, quando la Schwester mi confessa che il "regalo della Wind" è in realtà quell'obbrobrio vestito da tablet, destinato a me e non a lei. Ricordo di aver avuto una reazione assurda, ora se ci penso mi vergogno pure. Avevo chiamato la mia migliore amica, che non mi aveva tirato su il morale dicendomi che lei in realtà aveva proposto una borsa, che l'amica del tablet aveva bocciato in nome dell'utilità. Avevo poi chiamato anche il responsabile dell'acquisto, marito della terza amica, per sapere se si poteva cambiare con uno smartphone, visto che pochi giorni prima mi avevano regalato un Kobo (che, per la cronaca, è ancora imballato). Niente, i genii del regalo mi avevano rimosso la pellicola dal tabletdimmerda e quindi non si poteva fare niente.
Ricordo anche che questa storia l'avevo raccontata a P.A. la prima sera che uscivamo insieme, di ritorno dal concerto dei Negrita (regalo di P.A. per il mio 30esimo, poco prima che P.A. diventasse P.A., insomma). P.A. che mi ascoltava incuriosito e divertito, magari dicendosi: "e pensare che mi tocca pure insistere, per uscire con 'sta matta."
Tentativi di cambio falliti, misi il tabletdimmerda in valigia e me lo portai a Parigi, usandolo anche di tanto in tanto. Senza non molte jastemme, visto che il tabletdimmerda, in quanto tabletdimmerda, appunto, è di pessima qualità: schermo tattile decisamente poco friendly, pagine che si aprono a loro piacimento, e si allargano, si spostano, si rimpiccioliscono come se vivessero di vita propria.
Il tabletdimmerda si riscattava un pochino quando andavo in fiera, mantenendomi in contatto con il mondo in una situazione di relativo isolamento. A modo suo, ma in quel contesto una piccola utilità la aveva. Ma sempre tabletdimmerda rimaneva.
E così, un anno e mezzo dopo, dotata ormai di smartphone e prossima a un immenso trasloco, ho deciso di liberarmi definitivamente del tabletdimmerda. Sono perciò entrata in un negozio di informatica nei dintorni di casa mia, attirata dalla scritta: "achat/vente pc, tablette, etc.". Ma le mie speranze sono crollate miseramente quando il negoziante, venuta a sapere la marca del tabletdimmerda, mi fa: "Mi spiace, ma io compro solo marche buone. Mediacom è un pezzotto, il materiale è scadente, non posso vendere una cosa che poi il cliente mi porta indietro." Ma bravo, e secondo te perché vorrei disfarmene?
Tout à coup, un'ideona: perché non provare a metterlo sul Bon Coin? Il sito francese equivalente di quello che, almeno a Napoli, è il Fieracittà, giornalino in cui trovi di tutto di più, molto amato da mio padre che, convinto di aver fatto gli affari del secolo, è tornato a casa una volta con un orribile letto a castello e un'altra volta con un frigorifero rosso. Frigorifero che, anche dopo la dichiarazione di decesso da parte di mummy e relativo stacco della spina, continuava a perdere acqua anche giorni dopo, al punto di meritarsi l'appellativo di "Frigo Rei".
Vabbè, torniamo al Bon Coin. In Francia c'è gente che passa giornate intere appostata sul Bon Coin, alla ricerca dell'affare del secolo. E a fare telefonate agli inserzionisti del Bon Coin, che dopo una decina di telefonate improbabili si chiedono "Ma chi mu fici fari a mmia?" Martedì mi decido, posto l'annuncio con ben due foto: una del tabletdimmerda, l'altra della scatola del tabletdimmerda, per non starne a specificare le specificità. E mercoledì, appena accendo il mio very smart smartphone color corallo, mi trovo un messaggio in segreteria, vari sms e tentativi di chiamata. D'altra parte, come poteva non attirare un fantastico tabletdimmerda senza-un-graffio a 25 euri?
Mi hanno chiamato da tutta l'Ile-de-France. E mi hanno chiamato soprattutto tanti Ahmed, Latifa, Rhamad. Gente che avrebbe pagato 17 euri di treno per venire a Parigi a comprare il mio tabletdimmerda. Dopo il bidone di un tizio che mi aveva dato appuntamento alle 12 (bidone che, se non avessi chiamato, non avrei mai scoperto), sono finalmente riuscita ad accordarmi con una signora per la sera. Accordo sudato, 250 telefonate per far capire alla signora come uscire dalla metro di Nation, fermo rifiuto a ogni tentativo di contrattazione (Non me lo può fare a 20? No, è nuovo, non ha un graffio), 15 minuti di attesa sotto il sole a Nation, trafelata, spazientita, col répondeur della tizia a ogni mio tentativo di chiamata e il 35% di batteria consumato.
Finalmente, riesce ad uscire dal metro. Si è fatta un'ora di treno (arriva da Poissy, dall'altra parte della regione) per venire a fare l'affare del secolo. Una figlia per mano, quella di sinistra deve fare pipì e le abbassa i pantaloni vicino all'albero. La descrizione dei vestiti corrisponde e allora: Madame, c'est vous pour la tablette? traduce una turbata agnizione. Piccolo momento di sconcerto: Ah, è così piccolo… pensavo fosse più grande. La guardo, come a dire: A signò, ma che ghivi truvann pe' 25 euro? E lei, in quel momento, deve effettuare un rapido calcolo mentale tra tempo, soldi del biglietto del treno e tutto il resto e mi porge la grana, dopo che ho tentato di mostrarle le varie funzionalità del tabletdimmerda senza-un-graffio mentre la figlia faceva pipì nascosta da sacchi di spazzatura vicino l'albero.
Prima di congedarsi, mi fa: Ah, se ha altro da vendere, telefoni, ecc. mi chiami direttamente, non metta l'annuncio su Le Bon Coin, ché io sono interessata. Senz'altro, non si preoccupi. Sarò felicissima di fare un'altra sudata come questa per 25 euri. E meno male che ho un forfait di telefonate illimitate, altrimenti ci avrei pure rimesso.
Mai definizione fu azzeccata meglio!
RispondiElimina:)
Sto ridendo come un pazzo!
---Alex
Del tabletdimmerda, dici?
EliminaChe tempismo!! stavo proprio guardando il bon coin ieri per un "magimix" e ho convenuito che "l'affaire del secolo" non mi sembrava conveniente. Ah ma io sono prudente e diffidente: amo la roba nuova, magari comprata a rate, quando e e se puoi permetterla, magari aspettando un po, piuttosto che gli afffari del secolo su Internet. E sono anche comoda, preferisco spendere di più e avere le miei comodità.
RispondiEliminaMa poi te l'ha comprata la tabletdi merda?
Das
Non sono per gli acquisti a rate, sono più per il riciclo. Sì, me l'ha comprato... Ma che fatica!
Eliminanoi abbiamo venduto il nostro vecchio schermo/TV Dell a 100 euro (con una sola cassa funzionante) a un senegalese di Santa Croce dell'Arno, scatola e tutto....gli affari sono affari ;)
RispondiEliminaebbeh!
Elimina:-) ora ti comprerai un tabletunpo'menodemmerda?
RispondiEliminama no, ne ho uno nuovo nuovo che mi era stato regalato allo stesso compleanno… :D
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