mercoledì 29 luglio 2015

Da un anno a casa

Esattamente un anno fa, tornavo a casa mia dopo aver passato 10 anni in giro tra Pisa e Parigi.
L'accoglienza me la diede mia madre con un opportuno commento quale "che faccia sbattuta che hai!". Dopo tutto, che sarà mai stato smantellare 5 anni di vita nello stesso appartamento in pochi giorni a 2000 km di distanza, litigare col corriere, trascinare alle poste pacchi su pacchi, lasciare amici con cui hai diviso anche il sonno (sapendo che stavolta non ci sarà una prossima volta in cui tornerai a lungo), una città che adori e una vita piena? Per tornare dove? In un posto che hai fuggito 10 anni prima, un posto infame in cui se hai un briciolo di talento - un briciolo, eh! no assai - il massimo che puoi ottenere è l'invidia altrui. In cui se non appartieni "al bottone" puoi scordarti di avere aspirazioni. In cui fare tutto diventa una quotidiana lotta per la sopravvivenza. In cui tutti fanno gli amiconi, ma se aspetti che qualcuno alzi il telefono prima di te per chiamarti e vedervi, puoi pure morire.
Ne ho viste di tutti i colori in quest'anno assurdo e paradossale. E quindi vorrei dire a tutti quelli che ogni tanto si fanno prendere dalla nostalgia canaglia e fanno il pensiero di tornare: non lo fate! E se volete farlo, pensateci 100, 1000, 10000 volte, soprattutto se sapete fare qualcosa e nel posto in cui vivete ora tutto sommato le cose funzionano. Soprattutto se siete dei profondi disadattati come me.

2 commenti:

  1. Mi dispiace leggerti così sconsolata...
    Un abbraccio forte!

    ---Alex

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  2. Ohioi, ma salire qua in zona nostra? Possibilità?

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