E cioè: perché, per parlare di un uomo particolarmente stronzo, si dice che è un "figlio di buona donna" nella migliore delle ipotesi, o "un figlio di puttana", "un figlio di una mignotta", "un figlio di troia" nelle altre? Perché non si dice piuttosto che è il "figlio d'un cane", "il figlio di un disonesto", "il figlio di uno stronzo" and so on?
Ora mi direte: maddài, sono modi di dire! E' vero, sono modi di dire (o espressioni idiomatiche, unità fraseologiche, se preferite), ma se lo sono diventati lo si deve solo ai parlanti. E se è vero che la lingua è il riflesso di un mondo (come le 24 parole degli Eschimesi per dire "neve"), se queste espressioni sono "modi di dire" è anche grazie a noi. Dove sta scritto che se uno è un essere immondo lo è per derivazione materna? La nostra lingua, purtroppo, si limita a riflettere la forma mentis di una società profondamente maschilista, in cui anche le donne sono spesso maschiliste, seppur inconsapevolmente.
Forse prestando un po' di attenzione in più a cosa diciamo, possiamo dare un piccolissimo contributo alla causa e fare un passettino verso la parità, allargando un po' i confini del nostro mondo.
"I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo."
Vi starete probabilmente chiedendo cosa c'entri questo post con la giornata contro la violenza sulle donne. Il fatto è che le parole, se non calibrate bene,sanno essere molto peggio delle pietre...(Ludwig von WITTGENSTEIN)
Certo, lo sapevo che oggi è la giornata contro le donne ... spero che un giorno ci sia solo una giornata contro la violenza, e magari subito dopo un mondo senza violenza; far diventare la violenza un tabù, come la guerra (stavo scrivendo sua sorella stessa, ecco, il linguaggio: femminile, sia la guerra che la violenza). Già, c'è da ripensare anche il linguaggio.
RispondiEliminaSono perfettamente d'accordo. Ho fatto la tua stessa riflessione qualche anno fa e da allora non uso più l'espressione "figlio di puttana".
RispondiEliminaHai assolutamente ragione. Bisognerebbe sempre evitare questo tipo di espressioni maschiliste.
RispondiElimina@Alligatore: speriamo davvero!
RispondiElimina@Kurtz: è quello che mi sono ripromessa anch'io.
@Pens: e possiamo fare tanto semplicemente modificando il nostro linguaggio...
Magari se uno e' stronzo basterebbe dire che e' stronzo e basta, il grado di parentela con categorie piu' meno bistrattate dalla societa' non dovrebbe influire.
RispondiEliminaSono d'accordo con il tuo pensiero.
Bella, faccio un commento di prova. Vediamo se funziona adesso.
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