lunedì 27 settembre 2010

Il vendipapero

Forse i mangiaranocchie credono che i peluches a forma di papero creino scompensi nei loro bimbi, che presto diverranno dei mange-canards e quindi non gliene comprano, per non turbarli troppo. Par conséquent, niente paperi di peluche.
Cercavo un anatroccolo, ma sembrava stessi cercando il sacro Graal. Dopo vari giri e telefonate, ho trovato la mia felicità. Pelucchi D'Anton, si chiama il negozio. Un negozio solo di pupazzi, di tutti i tipi e tutte le dimensioni. Un negozio da paesino inglese, non da formicaio. Avevo telefonato qualche ora prima, per non fare un tentativo a vuoto: Bonjour, excusez-moi, est-ce que vous auriez un peluche en forme de canard? Una voce gioviale dall'altra parte: mais ouiiiiiii, bien sûr! Il nous reste des canards! Arrivo al pelo, 10 minuti prima della chiusura: Bonsoir, je vous ai appelé cet après-midi pour un canard. Allora il vendipapero, un po' cappellaio matto un po' santa Klaus da giovane: Aaaah, c'est vous qui avez appelé pour le canard! Je vous les ai mis tous dans ce coin, choisissez. Effettivamente mi aveva sistemato diligentemente 4-5 anatroccoli, tutti diversi, nell'angolo di uno scaffale sulla destra. Erano diversi da come li cercavo, e alla fine ho scelto quello che sembrava più una coperta di ciniglia che un pupazzo: il pelo non era liscio, ma era fatto tutto a piccoli rotolini di stoffa, come una coperta di ciniglia, appunto.
Poi il vendipapero ha cominciato a tirarmi fuori altri peluches da uno scatolone che troneggiava nel bugigattolo. Altri pupazzi di ciniglia, un rinoceronte, un coccodrillo. Bellissimi, specie il rinoceronte: molto più bello dell'anatroccolo, ma a me serviva quello. Poi la sua manona ha stretto un peluche bianco e nero, un orsetto forse: Regardez celui-là, un client qui l'a vu aujourd'hui l'a baptisé "Tout-va-bien-se-passer".
Quasi quasi, vado a vedere se ce l'ha ancora, pure se, ora come ora, forse non serve a molto.

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