Tutto ciò che sono riuscita a produrre ieri in una giornata intera di lavoro è stata una lettera di due pagine e mezza, che con la mia tesi ha poco da spartire. Volendo proprio cercare un’attinenza, la città di destinazione. È ancora lì, nel mio blocco “papier à lettres” e mi sa che tra poco di strada ne prenderà un’altra: quella della discarica, passando dal cestino nero che ho alle spalle.
Lavarsi i capelli può aiutare a lavarsi i pensieri. E così, ieri sera, mentre mi sfregavo il cuoio capelluto con un certo vigore, ho cambiato idea. Mentre li asciugavo, i pensieri hanno preso forma: avete presente le molle degli aggeggini elettrici in cui si mettono le pile? Ecco, incazzatiabbestia, per dirla alla pisana.
Stamattina mi sono svegliata con tutta calma, con tutte ‘ste molle dorate in testa. Ho deciso che potevo pure sfruttare la ceretta e mettermi la gonna di jeans, la maglietta rosa con lo scollo ad anello e le ballerine nere con la stellina di strass. Pure se non ho belle gambe e sul ginocchio destro campeggia la bella melanzana che ho raccolto con la spaccata nel metro domenica. Camminare a testa alta e dritta con le spalle verso il lab.
Sono le 12.21 e tutto ciò che ho prodotto finora è stato distruggere il mio lavoro di ieri, oltre a scrivere queste righe e qualche mail. Ma ora posso riprendere a lavorare. Con le molle.
A volte succede... lo dicevano anche qui:
RispondiEliminahttp://www.youtube.com/watch?v=ccqcpOLaMk8&feature=related
Buon divertimento!
grazie, mi è piaciuta un sacco!
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