martedì 14 giugno 2011

Aaaaaaahhhh SI SI SI SI!




Grazie ai comitati pubblici e alle associazioni che hanno lavorato alacremente da più di un anno a questa parte affinché il risultato di ieri fosse possibile.
Grazie a padre Alex Zanotelli che da anni lotta col comune di Napoli per l'acqua pubblica.
Grazie alla mia Pomigliano, che ha fatto registrare un'affluenza del 59,9%.
Grazie ai piccoli preti anonimi che hanno cominciato a fare una seria campagna pro-referendum molto prima che il "capo" parlasse, anche esponendo la bandiera pro-acqua pubblica sull'altare.
Grazie a chi ha messo anche solo una foto su feisbuc o sul proprio blogghino per pubblicizzare il referendum.
Grazie a tutti gli artisti che si sono esposti in prima persona per la causa.
Grazie a chi ha fatto volantinaggio, a chi è riuscito a convincere almeno una persona a non restare a casa.
Grazie a chi ci ha creduto fino in fondo, dall'inizio.
Grazie per aver partecipato anche al posto mio e di chi non ha potuto farlo per cause di forza maggiore.
4 milioni di volte GRAZIE!

6 commenti:

  1. La mia gioia per il risultato elettorale e' un po' rovinata dall'idea che i preti dall'altare hanno fatto politica una volta ancora. I sacerdoti avrebbero gia' abbastanza cose da dire (e da spiegare) anche solo limitandosi a parlare di religione. 'L sares anche ura che mi 'ndes a vota' sensa che 'n ghe mande 'l pret!

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  2. Beh, stavolta non si è trattato di una "direttiva dall'alto". E sinceramente non ho sentito dire "se è passato il referendum, è merito di noi preti", a differenza di molti politici che l'hanno apertamente osteggiato e poi sono saliti sul carro dei vincitori.
    Sono d'accordo con te quando dici "sarebbe anche ora che si andasse a votare senza che ti ci mandi il prete" (voglio il diploma di bergamasco!), ma prendo come esempio la realtà del mio paese in cui le comunità parrocchiali hanno lavorato gomito a gomito coi comitati referendari, mettendo a disposizione luoghi, persone e tempo.
    Ti assicuro che si è davvero insistito sul "bene comune".
    Magari ispirandosi a questi versi:
    Laudato si', mi' Signore, per sor Aqua,
    la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

    buona giornata!

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  3. In effetti sei molto vicina al diploma, brava! Passando ad argomenti meno seri, il prete sull'altare non e' solo un cittadino parte di una "comunita' parrocchiale", e' un ministro di Dio (e con uno status che non ho mai capito, protetto da uno stato estero, la Citta' del Vaticano). Che i cattolici facciano politica mi sembra doveroso, che la facciano i preti, invece, no. La religione cattolica ha senz'altro qualcosa da dire a proposito dell'acqua, ma non la deve dire in ambito politico. Cosi' come la religione cattolica ha qualcosa di dire a proposito del divorzio, dei diritti degli omosessuali, della contraccezione, ecc... ma che il vostro dio ci scampi tutti dal far diventare quelle istanze, istanze politiche!

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  4. Sono d'accordo con te parzialmente, cioè concordo col fatto che in Italia ci sia troppa ingerenza da parte della Chiesa nella vita politica. detto cio', vorrei pure farti presente che , come me, gli altri cattolici sono innanzitutto delle persone dotate di un cervello proprio, che non si fa dire cosa votare da altri (che sia il prete, il papa o il segretario di partito)...

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  5. Ma io non ho dubbi sui cattolici e non li critico, io critico il prete che fa politica dall'altare, indipendentemente dal fatto che i cattolici tra i banchi si facciano influenzare o meno! Non ne faccio una questione di intelligenza, argomento sul quale sono l'ultimo a poter parlare, ma di "opportunita'". E' giusto che il prete lo faccia? Secondo me no. Che poi i cattolici pensino con la loro testa e' stato dimostrato con il referendum sul divorzio (dio benedica i cattolici) e ne sono contento.

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  6. Il problema è quando la Chiesa entra in politica perché ce la fanno entrare i politici (vedi legge sul testamento biologico).
    E cmq in democrazia chiunque ha il diritto di parlare... altra cosa fondamentale secondo me (e la chiudo qui): forse bisogna distinguere il bene comune e le questioni etiche che riguardano l'essere umano. cioè: una cosa è parlare di acqua pubblica, un'altra dei diritti degli omosessuali...

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