Il 30 marzo, senza nemmeno la certezza di essere ancora fisicamente su questa Terra l'indomani, sapevo già che il 18 giugno sarei stata impegnata. Motivo: festa a sorpresa per un amico italiano organizzato dalla sua copine.
Il sospetto di avere a che fare con una mente malata non mi aveva sfiorata più di tanto: qui è assolutamente nella media ricevere l'invito a una festa almeno un mese prima (tant'è vero che sono entrata perfettamente nel meccanismo pure io).
Mi sono dovuta ricredere, pure sulle mie supposte capacità di organizzatrice di eventi.
Ma facciamo un passettino indietro nel tempo.
Questo mio amico ha compiuto 35 anni lo scorso settembre, ma non era riuscito ad organizzarsi per festeggiarli come si deve per motivi vari ed eventuali.
Passato il santo, passata la festa, non se n'era parlato più. Alla mia festa di compleanno (cioè a febbraio) l'organizzatrice ha sondato un po' il terreno, conosciuto gli amici più stretti del nostro eroe (che chiameremo Gianmaria, perché cosi' c'è scritto sulla sua carta d'identità) e qualche giorno dopo ci ha tutti aggiunti come amici su feisbuc. Poi ha creato un indirizzo mail appositamente per l'evento e da li' ha mandato mail a tutti gli indirizzi che aveva recuperato tramite feisbuc. Chiedendo di girarle a quelli che non aveva trovato su feisbuc.
Il 1 marzo è arrivata la prima mail (bilingue, in italiano e francese) con un bel doodle su cui indicare la disponibilità per i uikend di aprile, maggio e giugno. Il 30, l'invito alla festa.
Nell'ultimo mese e mezzo, invece, sono arrivate mail per:
- il tema della festa: "viva l'Italia", cioè dress code bianco-rosso-verde (complimenti a quel genio che ha scelto la combinazione del tricolore, un pugno in un occhio);
- il regalo, con tanto di coordinate bancarie per chi volesse partecipare a quello collettivo;
- le cose da portare per il buffet, che doveva essere italiano anche quello. Era esplicitamente richiesta una macedonia mela, fragole e kiwi sempre in omaggio al tricolore (...). A ogni invitato era stato assegnato un alimento o una bibita (il prossimo che mi accusa di dispotismo fa una brutta fine, cioè lo mando qualche giorno in colonia dalla superorganizzatrice e sono sicura di vederlo/a tornare indietro strisciando sui ceci e implorando perdono);
- il suo numero di telefono, con la preghiera di "non abusarne prima della sorpresa";
- i numeri di telefono delle sue povere sorelle, lasciate a casa ad organizzare il tutto;
- indirizzo, itinerario e appuntamento (abitano fuori Parigi e la stradina non c'è manco su googlemaps).
Ogni mail si chiudeva con una scritta in grassetto rosso: "E sorpattutto mi raccomando: silenziooo! Azione-discrezione-comunicazione".
Sabato pomeriggio allora, la vostra formichina si prepara per la festa, infischiandosene del dress code e sale sullo scooter della sua fidata centaura 'bruzzese. Il dinamico duo si avvia verso il périf, sotto un cielo coperto di nuvoloni e un vento da windsurf.
Prendiamo l'autostrada, il vento è cosi' forte che a momenti ci pare di prendere il volo. La centaura ogni tanto dà un'occhiata a vedere se la formichina è ancora al suo posto: c'è, e mangia un po' di capelli e un po' di sciarpetta rosa. Tira fuori dalla tasca un foglio a quadretti:
- Tiè cummà, apri il foglio e dimmi che c'è scritto.
La formichina cerca di aprire e leggere il foglietto, è un delirio. Riusciamo ad uscire dall'autostrada sane e salve, il foglietto è tutto stropicciato ma c'è ancora e noi non abbiamo la più pallida idea di dove siamo. Chiedi di qua, gira di là, alla fine troviamo un'anima buona che quasi ci scorta fino alla stradina.
Finalmente arriviamo a destinazione, 10 minuti prima di Gianmaria e superogranizzatrice, che se l'era portato a spasso tutto il giorno. Rischiando di far saltare la sorpresa organizzata da mesi.
Entriamo e non crediamo ai nostri occhi:
- le sorelle, i cognati e i nipoti della superorganizzatrice sono tutti bianchirossieverdi;
- al soffitto è appeso una specie di festone fatto con tappi di bottiglia bianchirossieverdi nonché un lampadario di cartapesta biancorossoeverde;
- il divano è ricoperto da un'enorme bandiera dell'Italia;
-sui due tavoli ci sono due piattini di plastica bianchi con dentro una G e una M fatte di biglie rispettivamente rosse e verdi;
- alla maniglia della porta del bagno ci sono tre spugne (di quelle a fiore di quel materiale tipo tulle), una bianca, una rossa e l'altra verde.
C'erano sicuramente pure altre cose, ma le ho rimosse. Per spirito di sopravvivenza, immagino. Mi ricordero' per sempre delle occhiate basite scambiate con la 'bruzzese, Siviglia e copina alla scoperta di ogni nuovo dettaglio biancorossoeverde.
La sorpresa è riuscita alla grande, lui si è quasi accasciato sul pavimento quando ha aperto la porta e per un attimo abbiamo temuto di spostarci al pronto soccorso e andare a festeggiare li'.
Se lei volesse entrare nei servizi segreti, non avrebbe problemi con la lettera di raccomandazione: gliela scriviamo noi. Ma mi sa che prima ci arriverà l'invito per il matrimonio. Aiuto.
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