Forse pero' è proprio quest'aria di posto fuori dal mondo a farne un osservatorio privilegiato per il mutare delle stagioni. L'autunno mi avvolge calandomi una coperta dai rami degli alberi, una coperta calda e sottile, ora verde spento, ora rossa o gialla. Ogni tanto la coperta perde le piume, e si trasforma in un tappeto che invece di attutire il rumore dei miei passi, lo amplifica.
E amplifica il rumore dei miei pensieri. Quello che vorrei in questo momento sarebbe una bella vacanza da me stessa, dai miei sensi di colpa e gli sbalzi d'umore, dall'inerzia. Vorrei che la maestra severa, appoggiata al muro e coi capelli raccolti e le braccia incrociate, seppellisse la bacchetta e decidesse di andarsene in pensione, una volta per tutte. Vorrei per un po' lasciarmi in pace, dimenticarmi di me, di quello che non sono e che non saro' mai, del mio posto nel mondo e annessi e connessi.
Sembra che non sia possibile dimenticarsi di sé...E se l'ha capito persino Vasco Rossi, c'è poco da fare.
O, come dicono i francesi, n'importe où....
RispondiEliminaRigorosamente pronunciato con la nasale... :)
RispondiElimina...which is the safest part of nowhere...
RispondiEliminaIs there a safest part in nowhere?
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