mercoledì 3 novembre 2010

Tenpura-udon

Fumitake è giapponese e ha un naso particolare, squadrato come quello dei faraoni ma di dimensioni micro, e presiedeva il comitato dei residenti alla maison d'Italie. Ci siamo conosciuti nella cucina del secondo piano, quella con le finestre strette e una perenne, penetrante puzza di fritto.
Anche lui è linguista, ma un linguista serio. Ha lasciato il Giappone diversi anni fa, ma non sembra intenzionato a ritornarci, anche se detesta i Francesi. Parla un ottimo italiano ed è un grande conoscitore della nostra cultura, di De André, soprattutto,e ogni anno passa una settimana a Piombino da alcuni suoi amici.

Ieri sera siamo finalmente riusciti a vederci ed andare da Kunitoraya, un minuscolo ristorante giapponese (un vero ristorante giapponese!) in rue sainte Anne, specializzato in udon, spaghetti giapponesi, spessi più o meno il triplo dei nostri spaghetti alla chitarra. Tenpura-udon è una zuppa con questi spaghetti e un enorme gambero fritto, la mia vittima per la cena. Mentre mangiamo, Fumi mi spiega come riconoscere i finti ristoranti giapponesi (gestiti in realtà da Cinesi o Coreani), mi fa una lezione sul riso e mi racconta dei suoi deliri con la tesi e il suo laboratorio. Ha la staordinaria abilità di dire "A me di questo non me ne fotte un cazzo" quasi con eleganza. 

Dopo cena, usciamo a fare due passi e a cercare un bar. In un'ora, forse, abbiamo parlato come non abbiamo fatto alla maison d'Italie in 6 mesi, e di tutto.
Poi andiamo a prendere la 14 a Pyramides, con la promessa di rivederci presto.
Sulla strada di casa e col tenpura-udon che mi viaggia in corpo, ho l'ennesima conferma che, grazie alla maison d'Italie, da 3 anni a questa parte campo un po' di rendita in amicizia.

10 commenti:

  1. Anch'io voglio sapere come distinguere i finti giappi!! :)

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  2. Allora: i finti giappi sono quelli con le foto dei piatti in bella vista (di solito sushi e sashimi), i giapponesi non farebbero mai una cosa del genere!
    E poi, molto ti dice anche il nome del ristorante: se si chiama col nome di una città famosa, tipo Osaka, è sicuramente un cinese... o un coreano. I giapponesi non fanno lo sconto sul take-away e oltre a sushi e sashimi fanno un sacco di altre cose, gli yakitori, i lamen, gli udon...

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  3. Anch'io ho una domanda: cosa e' la maison d'Italie?

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  4. La maison d'Italie è une residenza studentesca della Cité internationale universitaire di Parigi, questa: http://www.ciup.fr/les_maisons/maison_de_l_italie .
    I residenti sono per metà italiani e per metà stranieri di varie nazionalità, per evitare il rischio di "ghettizzazione".
    La struttura è nota per l'imbecillità del direttore e l'ottusaggine della segretaria, al secolo Tootsie. Ma è tutto sommato un posto in cui si sta bene e si conosce gente interessante!

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  5. Due appunti:
    1) Fumi non parla solo un ottimo italiano, ma riesce a dire boia dé come un livornese..
    2)Tootsie è andata in pensione. Al suo posto c'è una ragazza carina con un nome carino tipo Camille..
    insomma una tipa très francaise.. (che nella migliore tradizione, non spiccica mezza parola di italiano e non brilla per l'inglese)
    :)

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  6. Non ho mai sentito Fumi dire "boia dé" ma ti do' cieca fiducia... da quando ha lasciato la maison pero' ha un po' di difficoltà, esce solo con Catalano ogni tanto...
    Sapevo della pensione di Tootsie, ma per me è indissociabile dal pensiero di "maison d'Italie"... e il nome Camille mi fa pensare alle merendine del Mulino Bianco... ;)

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  7. Chissa' che non abbia anche lei la sorpresa! (Scusate non ho resistito)

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  8. Con Tootsie le sorprese non mancavano mai... anche meglio delle Camille! :p

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  9. Ebbene si. Non so se sapevi, ma sono sempre stati ottimi amici... soprattutto amici di ping-pong. Cerchero' di fare il possibile per fargli praticare l'italiano con altra gente...

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