mercoledì 17 novembre 2010

Premi

Ancora prima di aprire la tapparella, la meteoropatica terrona sa già come sarà la giornata fuori: lo sente nella sua testa. Se gli occhi proprio non riescono a stare aperti dopo 7-8 ore di sonno, vuol dire che fuori è una tipica giornata loffia da formicaio, color grigio perenne. Allora formichina va in cucina, si scioglie la supradyn e si fa il caffè, rinunciando alla sua ciotola di cereali fitness con yogurt da aspirante fia penitente in cambio di due fettine di pain de mie della boulangerie con marmellata fatta in casa e una tazza di thé vert à la menthe.
Poi va a prendere il metro, ma la 6 fa le bizze e ci mette un quarto d'ora per fare 3 stazioni. Arriva a Champs-sur-Marne e si ferma alla boulangerie, che ieri sera è avanzato poco minestrone e il pranzo si preannuncia parco. Compra una baguette al cotto e si fa tentare da un pain au chocolat, mettendo a tacere i sensi di colpa. Poi arriva a Copernic, l'ascensore è in panne e raggiunge, trascinandosi, il suo ufficio al quarto piano. Accende il pc e apre il Fatto, scoprendo che il ministro dell'Interno è incazzatoabbestia contro Saviano solo perché ha osato parlare di un'indagine della magistratura sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in Lombardia, e che a ruota libera  lo seguono un cerebroleso come Gasparri e un pazzo furioso come Borghezio. Formichina crede che Maroni abbia ragione, Saviano dovrebbe accettare un incontro con lui a Rai3 e scusarsi: si', scusarsi di aver potuto dire che lo reputa uno dei migliori ministri dell'Interno degli ultimi anni, dopo la sparata di ieri. E che il pain au chocolat se l'è proprio meritato...

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