lunedì 24 gennaio 2011

A una compagna di vita

Ci siamo conosciute a scuola, io avevo 5 anni e mezzo e tu qualche millennio in più. Ci siamo presentate con una paginetta di 0, poi una di 1, una di 2 e cosi' via fino al 9. Poi sono arrivati i regoli e l'abaco, per giocare un po' insieme. E poi i quaderni a quadretti hanno raccolto, per anni, la nostra corrispondenza: le 4 operazioni, la proprietà commutativa e quella distributiva, i dividendi e i divisori. Il primo punto massimo della nostra amicizia è stato quando ho cominciato a risolverti i problemi, chissà perché c'entrava sempre la mamma o un contadino che andavano al mercato e si complicavano la vita, o una torta da dividere tra un numero improbabile di golosi.
Mi hai fatto penare con le divisioni in colonna, sai? Cosi' come mi hai fatto penare con le proporzioni e i monomi: mi pareva sempre di averli capiti in classe, poi arrivavo a casa e non sapevo mai dove mettere la penna.Ah, le frazioni improprie hanno sempre suscitato il mio sgomento: li' ho capito che in te c'era un pizzico di follia...

Vestivi i panni del Dr. Jekyll durante le ore di aritmetica e quelli di Mr. Hyde durante quelle di geometria. Scusami tanto, ma lo sai bene che la geometria non mi è mai stata simpatica: una signorina troppo precisina, con quelle forme tutte spigolose e perfettine, e quei teoremi da perderci il sonno, ipotesi, antitesi, tesi: ma perché? Preferivo il contadino del mercato... Anche perché quando erano quelli i problemi, potevo farmi aiutare da papà, se non ci riuscivo.

Abbiamo cominciato a vederci nelle ore di algebra: ormai i numeri si facevano accompagnare sempre più spesso dalle lettere, la trovavo un'accoppiata strana, ma pareva funzionare. E in quegli anni ti conosceva anche mia sorella, che non ti voleva neanche conoscere, perché le avevano parlato male di te. E io avevo voglia a spiegarle che non era vero, che eri simpatica, ma lei non ci credeva. Si è iscritta al liceo classico per vederti il meno possibile, ma anche là ha dovuto fare i conti con te. Allora per diversi pomeriggi ci siamo viste tutte e 3, io, te e lei. Ci sedevamo intorno al tavolo quadrato del soggiorno e non ci alzavamo finché non ci eravamo dette tutto.

Ero un'adolescente scontrosa e malinconica, ogni tanto mi sfogavo con te, facendo equazioni o studiando funzioni: non puoi sapere quanto mi rilassavi... Adoravo studiare le funzioni, trovare il dominio e le altre cose che mi portavano al grafico finale. Ti confesso che ogni tanto mi viene la voglia di studiarne una, anche se non saprei da dove cominciare. Poi, come succede spesso, la vita ci ha fatto prendere strade diverse e ci siamo allontanate un po'. Ti ho ritrovata stamattina, sui lucidi del seminario del lab. A dire il vero, ogni tanto ti incrocio anche negli articoli per la tesi: algoritmi e chaînes de Markov, soprattutto, ma uno sguardo veloce e finisce li'. Stamattina c'erano diverse formule incomprensibili e ho ripensato alla nostra "amicizia".

Cara matematica, ti ho amata e ti ho pure odiata a volte. Stamattina ho capito che non potro' mai liberarmi di te: avro' sempre conti da fare, calcolare le proporzioni per le ricette, far vedere i compiti a qualcuno. Ma va bene cosi'. Mi hai regalato dei bei momenti: l'avermi fatta sentire umana e non una secchiona con l'unico  4 e mezzo della mia vita a un compito, una rivincita sulle prime della classe e l'abbraccio fortissimo di mia sorella dopo un pomeriggio passato a spiegarle qualcosa che aveva a che fare con l'asse delle x e quello delle y. E il suo urlo trionfale: "Uhaaaaaaaaanoncipossocredere: ho capitoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo, grazieeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!"

Nessun commento:

Posta un commento