Bene, dopo questo preambolo, vi racconto un episodio di domenica mattina al mercato. Vado dal macellaio, l'équipe è al gran completo, ci sono tutti e 4. Mi chiedono in 3 di cosa ho bisogno. Quello coi capelli grigi ha già cominciato a servirmi, che sbuca da dietro quello con gli occhiali e i tipici capelli da clown (avete presente i ciuffi ricciolini ai lati?) e mi fa:
- Qu'est-ce qu'il vous faut, mademoiselle?
- On s'occupe de moi, merci.
- Et ça se voit très bien!
(...) No, non me la sono cercata: in francese per dire che sei già servito si dice "on s'occupe de moi": ci ho messo mesi per capirlo e ora lo sfoggio con orgoglio, non prevedendo che la cosa poteva prestarsi a doppi sensi. E a dirla tutta, non è proprio tra i miei sogni quello di essere l'oggetto del desiderio di un macellaio. Piuttosto, l'episodio mi ha fatto riflettere (sempre per la categoria: dell'uso sapiente dei propri neuroni) sul mestiere che vorrei facesse il mio formichino. E allora ho deciso che mi voglio fidanzare con un libraio, uno che passi le sue giornate in un bugigattolo riempito di scaffali di legno strabordanti di libri: romanzi, fiabe, fumetti, nuovi e usati. E che magari non abbia 60 anni. Se avvistate un candidato papabile, fatemi sapere!
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