Allora: 'a ciorta è una parola che racchiude in sé un modo di vedere e di vivere dei Napoletani. E' la fortuna, si', ma non solo. E' anche il destino, qualcosa che tu non ti scegli ma che aspetti. Se conoscete la canzone Napule è di Pino Daniele, ricorderete che il ritornello fa cosi':
"Napule è 'na carta sporca
e nisciuno se n'importa
e ognuno aspetta 'a ciorta."
'A ciorta è l'occasione della vita: una vincita al bancolotto, un buon partito per la propria figlia o nipote, una botta di culo, insomma.But a special one: 'a ciorta è soprattutto una benedizione, una manna dal Cielo. E credo che solo noi Napoletani, a metà strada tra la superstizione, la fede e il folklore, possiamo avere un concetto simile. E forse è anche una cosa che ci limita molto, che ci rende meno artefici del nostro destino e più col naso rivolto al cielo, aspettando che qualcosa di buono arrivi anche per noi. D'altra parte, la storia della nostra città e del nostro popolo lo racconta molto bene. Ah, se non lo conoscete, leggetevi Il resto di niente di Enzo Striano: è un piccolo, grande capolavoro. Ancora poco conosciuto, purtroppo.
Apprendo stamattina sul Fatto una bella notizia: la probabile candidatura a sindaco di Napoli di Luigi De Magistris. Sarebbe la persona giusta per ridare un po' di dignità a questa città cosi' martoriata, dilaniata da anni di pessima gestione politica in cui pochi hanno magnato e molti sono rimasti sempre più poveri, nei loro bassi umidi e squallidi, aspettando il miracolo. Non è un caso che un ben noto puttaniere riscuota tanto successo proprio a Napoli. Lui è scaltro, e ha ben capito che doveva presentarsi come la ciorta personificata. Una Napoli fatta di vicoli pieni zeppi di bambini e ragazzine cresciuti troppo in fretta, che forse non hanno mai conosciuto l'innocenza. Una Napoli da cui i giovani come me scappano con la morte nel cuore, perché è l'unica soluzione possibile, o dove giovani come la mia amica Valeria hanno il coraggio di ritornare per vedere se si possono cambiare le cose. Mi fanno venire l'orticaria quelli che parlano di Napoli senza esserci mai stati, basandosi su leggende metropolitane e pregiudizi. Andate nei vicoli, tra gli scugnizzi che giocano a pallone e ragazze di 16 anni che sono già mamme, tra l'odore di pizza e lo sfrecciare dei motorini. Guardateli bene negli occhi, fatevi penetrare dalla loro malinconia, dalla loro sfrontatezza. Leggete sui loro visi l'attesa della ciorta.
Per darvi qualche dimostrazione in context della parola in questione, eccovi qualche espressione tipica:
"Uha, e c' ciorta!" (= "Miii, che fortuna!", si usa o per esprimere la propria invidia verso chi ha avuto una vera botta di culo o per ironizzare sulla propria sfiga)
"Nenné, o Patatern' t'adda benedicere e t'adda mannà 'na bona e ricca ciorta!" (= "Piccola, il Signore deve benedirti e mandarti un uomo buono e ricco")
"Vulesse 'a ciorta!" (="Ah, volesse il Cielo! Magari!")
"'A ciorta d'o pover'omm" (= la malasorte, la sfiga)
Si puo' tradurre con "grazia"?
RispondiEliminaMmm, no, non credo. Lo vedo troppo debole. E comunque sarebbe un equivalente parziale...
RispondiEliminanon è meglio "sorte"? anche come suono è molto vicino.
RispondiEliminasi', teso', hai proprio ragione! "sorte" è molto meglio, anche se comunque "ciorta" ha una connotazione tutta particolare!
RispondiEliminanon so perchè... a me questo post ha fatto venire in mente questa canzone. te la mando.
RispondiEliminahttp://www.youtube.com/watch?v=nxAf3NpPMbM